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Einstein, Carroll… e l’indovinello.

Lug 24

L’indovinello di Einstein-Carroll

Da decenni questo indovinello viene attribuito ad Albert Einstein, alcuni invece sostengono che fu inventato da Lewis Carroll. Solo una persona su 50 riesce a risolverlo senza usare carta e penna. Siete capaci di risolverlo?

Da decenni questo indovinello viene attribuito ad Albert Einstein, padre della Teoria della Relatività, alcuni invece sostengono che fu inventato da Lewis Carroll, scrittore, matematico, fotografo e logico britannico. Solo una persona su 50 riesce a risolverlo senza usare carta e penna. Siete capaci di risolvere l’indovinello di Einstein-Carroll?

einsteinCi sono 5 case di differenti colori, disposte in fila. In ogni casa vive una persona con una nazionalità diversa. I cinque inquilini bevono un certo tipo di bevanda, fumano una certa marca di sigari e hanno ciascuno un diverso genere di animale domestico. Nessuno beve la stessa bevanda, fuma la stessa marca di sigari o possiede lo stesso genere di animale.

Inoltre:
1. L’inglese vive nella casa rossa;
2. Lo svedese ha un cane;
3. Il Danese beve tè;
4. La casa verde è alla sinistra di quella bianca;
5. Chi vive nella casa verde beve caffè;
6. Chi fuma Pall Mall alleva uccelli;
7. Il proprietario della casa gialla fuma Dunhill;
8. L’inquilino della casa centrale beve latte;
9. Il norvegese vive nella prima casa;
10. Chi fuma Blends vive vicino a chi tiene i gatti;
11. Chi ha il cavallo vive vicino a chi fuma Dunhill;
12. Chi fuma Bluemasters beve birra;
13. Il tedesco fuma Prince;
14. Il norvegese vive vicino alla casa blu;
15. Chi fuma Blends vive vicino a chi beve l’acqua

La domanda è: Quale inquilino è proprietario del pesce?

Se proprio non ci riuscite o se siete troppo pigri, ecco a voi la soluzione dell’indovinello:
Se siete troppo pigri anche per guardare il filmato vi daremo noi la soluzione:
einstein
L’inquilino che possiede il pesciolino è il tedesco! Se volete sapere come si giunge a tale conclusione mettete la pigrizia da parte e guardare il filmato qui sopra.
(Grazie a Antonio Piazzolla che ha scritto questo articolo)
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Le quattro leggi della spiritualità.

Giu 04

Spiritualità. In India insegnano le “quattro leggi della spiritualità”.

spiritualitàLa prima dice: “La persona che arriva è la persona giusta”, cioè nessuno entra nella nostra vita per caso, tutte le persone intorno a noi, tutte quelle che interagiscono con noi, ci sono lì per un motivo, per farci imparare e progredire in ogni situazione.
La seconda legge dice: “Quello che succede è l’unica cosa che sarebbe potuta accadere.” Niente, ma niente, assolutamente nulla di ciò che accade nella nostra vita avrebbe potuto essere altrimenti. Anche il più piccolo dettaglio. Non c’è un “se avessi fatto quello sarebbe accaduto quell’altro…”. No. Quello che è successo era l’unica cosa che sarebbe potuta succedere, ed è stato così perché noi imparassimo la lezione e andassimo avanti. Ognuna delle situazioni che accadono nella nostra vita sono l’ideale, anche se la nostra mente e il nostro ego siano riluttanti e non disposti ad accettarlo.
La terza dice: “Il momento in cui avviene è il momento giusto.” Tutto inizia al momento giusto, non prima non dopo. Quando siamo pronti ad iniziare un qualcosa di nuovo nella nostra vita, e allora che avverrà.
La quarta ed ultima: “Quando qualcosa finisce, finisce.” Proprio così. Se qualcosa è conclusa nella nostra vita è per la nostra evoluzione, quindi è meglio lasciarlo, andare avanti e continuare ormai arricchiti dall’esperienza.
Penso che non sia un caso che stai leggendo questo, se questo testo è entrato nelle nostre vite oggi; è perché siamo pronti a capire che nessun fiocco di neve cade mai nel posto sbagliato.

http://lorysmile.altervista.org

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Solitudine in inglese viene detto in due modi diversi.

Mag 14

La lingua inglese ha saggiamente intuito i due aspetti contraddittori della solitudine. Così ha creato la parola “solitude” per esprimere la scelta di essere soli (l’uomo solitario che sta bene con se stesso). E ha creato la parola “loneliness” per esprimere una solitudine sofferta e non scelta. Nella lingua italiana per esprimere i due concetti esiste solo la parola “solitudine”.

solitudine

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I sette Chakra: nomi, significato, colore.

Mag 06

sette chakra

I sette chakra. Ecco alcune diverse informazioni tratte dal web.

Potrebbe trattarsi tanto dei nani di Biancaneve, quanto dei samurai di Kurosawa o dei peccati capitali, ma è dei sette chakra che stiamo parlando. I sette chakra possono essere paragonati ai trasformatori elettrici: raccolgono l’energia che scorre nel corpo, la lavorano e la trasformano, per poi ridistribuirla di nuovo.

Nelle tradizioni orientali, il corpo umano è composto da molti livelli di energia, sia fisici che “sottili”. Nei testi sacri buddhisti ricorre il concetto per cui noi siamo creature con un corpo fisico – che usiamo per correre camminare, mangiare, stare al mondo -, ma la nostra esistenza non si esaurisce in questa evidente fisicità. Abbiamo anche un corpo sottile chiamato “corpo di vajra” (vajrakõya), regolato da flussi di energia sottile distribuiti lungo canali (nadi) e dentro centri energetici (chakra). L’energia che si accumula nei chakra ci consente di avere un’attività intellettuale, emotiva e spirituale.

Aprire un chakra significa attivare il tipo di energia che si può sprigionare dal singolo centro. La meditazione, l’ascolto dell’altro, la vita stessa, le scelte che ci mette davanti, sono tutte vie attraverso cui un chakra può aprirsi. Esiste anche una tecnica che consiste nel concentrarsi sul singolo chakra e visualizzare il colore associato; a ogni simbolo che identifica un chakra corrisponde infatti una tonalità cromatica precisa. Quando sono sviluppati bene, i chakra rilasciano energia che diventa potere creativo, piacere sessuale, potenziamento delle proprie doti naturali. Scopriamo il significato di ciascun chakra, leggendolo in chiave sia individuale che spirituale.

Scopriamo, uno per uno, i sette chakra:

1° chakra: muladhara o “chakra della radice”
Posizione: nella parte inferiore del bacino, tra coccige e pube
Colore: rosso
Significato: è la stabilità psichica nelle diverse situazioni della vita, la capacità di governare gli istinti; poiché ha solo un polo, tende ad essere un po’ più grande degli altri chakra. È il chakra con cui vengono assorbite le energie della Terra e scaricate le tensioni eccedenti mediante l’atto sessuale.

2° chakra: svadhistana o “chakra splenico”
Posizione: metà inferiore del ventre
Colore: arancio
Significato: è il piacere, la gioia di vivere, la sessualità espressa al massimo delle sue potenzialità.

3° chakra: manipura o “chakra del plesso solare”
Posizione: metà superiore del ventre
Colore: giallo
Significato: è la capacità di agire energicamente, la volontà, l’autostima e l’autonomia personale. In senso spirituale è l’essenza attiva di cui siamo stati dotati.

4° chakra: anahata o “chakra del cuore”
Posizione: zona pettorale del corpo
Colore: verde
Significato: è la capacità di amare emotivamente, provare cioè un sentimento che non parte tanto dalla mente, quanto dal cuore. Occorre ricordare che, nella tradizione yoga, amore e ascolto sono in stretta relazione; spiritualmente parlando, hanno la stessa valenza.

5° chakra: vishuddha o “chakra della gola”
Posizione: nella metà inferiore del collo e a livello delle clavicole
Colore: azzurro
Significato: è la creatività, la comunicazione, la spiccata percezione estetica. I bravi artisti, musicisti e altri servitori dell’arte sono persone nelle quali il vishuddha è ben sviluppato. In senso spirituale, infatti, rappresenta la connessione con l’altrove, l’essere in comunicazione con dimensioni che superano l’umano.

6° chakra: adjnia o “chakra del terzo occhio”
Posizione: grande chakra che si trova al centro della fronte
Colore: indaco
Significato: è la mente tattica, razionale. In senso spirituale è il terzo occhio, come qualità della persona è la fiducia in se stessi.

7° chakra: sahasrara o “chakra della corona”
Posizione: sopra il cranio
Colore: viola
Significato: è la capacità spiccata di pensare strategicamente, cioè abbracciare la situazione con il pensiero; in senso spirituale è la comunione con il Divino, in senso individuale è l’autorealizzazione.

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Il termine sanscrito Chakra significa “vortice” o “ruota” e indica il continuo ruotare di questi centri di energia nei nostri corpi sottili. Infatti grazie a questi vortici vi è la trasmissione di energia vitale o prana ai diversi organi.

Spesso vengono raffigurati con il fiore del Loto o dei veri e propri vortici di luce.

Per quanto riguarda l’essere umano si è soliti distinguere sette corpi energetici o aure, o emanazioni. I Chakra sono sistemi energetici che collegano queste emanazioni tra di loro e con la realtà esterna.

I sette chakra sono punti di contatto tra corpo e mente.

Formano spirali di energia che creano lo spazio e le connessioni necessarie all’integrazione del soma e della psiche

La vitalità e la salute stessa del corpo fisico, così come l’evoluzione personale sono in connessione con il grado di armonia e di funzionalità dei chakra.

Tutti i chakra non sono sempre aperti, ma sono più o meno disarmonici, vale a dire un’alternanza di chakra aperti e chiusi, in armonia tra di loro.

1° Muladhara Chakra
È la radice dei Chakra. Il suo nome significa “base per l’Origine”.

Il suo colore è il ROSSO

È situato nella regione pelvica, alla base della spina dorsale tra l’ano e i genitali (zona perianale).

È un “magazzino” di energia ed è l’origine del destino, governa i plessi nervosi del coccige e del sacro.

È collegato all’elemento terra, è collegato con i nostri istinti di sopravvivenza ed al nostro senso di realtà.

La pratica su questo Chakra porta stabilità.

2° Svadhistana Chakra
Significa “posto dell’origine del Sé”.

Il suo colore è l’ARANCIO

E’ situato nella regione pelvica, tra i genitali e il pube, all’altezza dell’ombelico.

È responsabile della sessualità, regola e governa le funzioni digestive e intestinali e gli organi correlati; é associato alle gonadi, ai genitali, ai reni, al basso addome e ai sistemi circolatori.

La pratica su questo Chakra libera dai blocchi emotivi.

3° Manipura Chakra
Il terzo chakra in lingua sanscrita viene chiamato Manipura, che significa “città dei gioielli ”.

Il suo colore è il GIALLO

Esso è localizzato a livello del plesso solare ed é associato a fegato, pancreas, stomaco, milza, la parte alta dell’intestino e a tutte le funzioni metaboliche e vegetative, si occupa di tutte le trasformazioni nel corpo.

Dal punto di vista psico-energetico la sua funzione più importante é relativa al Karma, all’affermazione personale ed all’esercizio del potere individuale rispetto al sociale ed all’ambiente in generale (indica la realizzazione della persona, quanto essa vede realizzabile il suo desiderio di vita, quanto vuole e desidera combattere per se stesso, quanto una persona s’ama).

La pratica su questo Chakra facilita metabolismo, digestione, assimilazione ed eliminazione..

4° Anahata Chakra
Significa “suono non conosciuto”.

Il suo colore è il VERDE

Il Chakra del cuore é collocato sullo sterno, all’incirca all’altezza della linea mediana orizzontale dei seni.

E’ il chakra dei sentimenti. Questo centro energetico é associato al cuore, ai polmoni, al timo, agli arti superiori, alla circolazione e al sistema linfatico e alla ciclicità, al flusso della vita.

Le patologia connesse al suo squilibrio sono asma, ipertensione arteriosa, patologie cardiache, patologie polmonari, ecc.

La pratica su questo Chakra fa fiorire l’amore, la tenerezza e la compassione.

5° Vishuddi Chakra
Significa “purificante”.

Il suo colore è il BLU

È situato in corrispondenza della gola.

È un fiume d’aria che sempre fluisce, regola e governa i polmoni ed i gangli cervicale e le funzioni correlate a questi organi.

La pratica su questo Chakra purifica, rivitalizza, dà energia e creatività.

6° Ajna Chakra
Significa “potere dell’intelligenza”.

Il suo colore è l’ INDACO

Il sesto Chakra é localizzato al centro della fronte, circa due dita al di sopra della radice del naso, tra le sopracciglia.

È il terzo occhio.

Questo chakra é collegato alla ghiandola pituitaria, al controllo del sistema ormonale, al cervelletto.

La pratica su questo Chakra aiuta a ragionare e ad analizzare.

7° Sahasrara Chakra
Significa “cerchio dell’estasi”. Chacra della Corona o Loto dai 1000 petali.

Il suo colore è il BIANCO

Il settimo Chakra e’ localizzato al vertice del cranio, alla sommità, nella zona del bregma (fontanella).

Regola e governa la corteccia cerebrale, il sistema nervoso centrale, i tessuti, gli organi ed i ritmi dell’intero organismo.

La pratica su questo Chakra porta pace e contentezza

©2010 Guido Parente. 2010 SIAE. All rights reserved.
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RISVEGLIO.................. I sette chakra

PRIMO CHAKRA: X http://www.cure-naturali.it/cha…/…/chakra-meditazione/1041/a

SECONDO CHAKRA: http://www.cure-naturali.it/…/lavorare-su-svadhistha…/4374/a

TERZO CHAKRA: http://www.cure-naturali.it/…/scopriamo-il-terzo-chak…/741/a

QUARTO CHAKRA: X http://www.cure-naturali.it/cha…/…/chakra-meditazione/1041/a

QUINTO CHAKRA: http://www.cure-naturali.it/…/…/quinto-chakra-vishudda/845/a

SESTO CHAKRA: http://www.cure-naturali.it/chakra/…/sesto-chakra-ajna/892/a

SETTIMO CHAKRA: http://www.cure-naturali.it/…/978/apertura-settimo-ch…/943/a
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Gestionale open source, perché? Attività di azienda, lavoro efficiente.

Mag 05

Se gestite un’impresa di qualsiasi tipo, piccola o grande che sia, prima o poi vi sarete trovati a fare i conti con una lunga serie di complessità che sono nate soprattutto negli ultimi tempi. I mercati si evolvono e così i consumatori; oggi, chi non possiede uno strumento digitale è condannato a rimanere indietro rispetto alla concorrenza. In poche parole, le aziende oggi hanno bisogno di un sistema gestionale che le aiuti a destreggiarsi nella loro attività. Meglio ancora se questo gestionale è open source.

gestionale open sourceIl sistema gestionale e le sue caratteristiche

Andiamo a vedere di che cosa si tratta nello specifico. Un sistema gestionale open è un software creato per aiutare il proprietario di una ditta a portare avanti il suo lavoro nel modo più efficiente possibile.

Il gestionale offre una vasta gamma di strumenti utili allo scopo, ma è anche capace di effettuare calcoli e memorizzare dati importanti per l’impresa. Alcune sue funzioni sono le seguenti:
– memorizzazione e sincronizzazione di dati anagrafici, prodotti in catalogo, giacenze di magazzino e così via;
– schede fedeltà e tessere;
– gestione della contabilità aziendale;
– computazione degli ordini e-commerce dei clienti;
– piccoli strumenti di promozione, come SMS e newsletter.

Ce ne sono naturalmente tante altre, che dipendono anche dalle esigenze delle singole imprese che adottano il sistema.

Ora, questi software sono spesso molto costosi, proprio in virtù della loro complessità: per acquisirne uno, le aziende devono spendere migliaia di euro. Di recente, tuttavia, ne sono nati alcuni di tipo open source.

La logica open source applicata al sistema gestionale

Proprio per via dei costi elevati a cui vanno incontro le persone che necessitano di un gestionale, si è pensato di applicarvi il principio di sviluppo (quasi una filosofia di vita) più importante degli ultimi anni, ossia l’open source.

Con queste parole si indica un software che viene diffuso in modo totalmente gratuito, in quanto la sua realizzazione e le modifiche che vi vengono apportate sono aperte (“open”) a tutte le persone interessate.

In questo modo, il software migliora costantemente e permette a tantissimi utenti di sfruttarne i benefici in modo gratuito, grazie all’impegno di chi vi lavora secondo le proprie possibilità.
Un gestionale di questo tipo può dunque essere scaricato, adottato e utilizzato senza spese di alcun genere.

Occorre però ricordare alcune cose. Il sistema che si sceglie deve adattarsi a voi e integrarsi con tutti gli altri strumenti che state usando o che potreste utilizzare in futuro.

Deve soddisfare tutte le necessità derivanti dal vostro settore di riferimento e, soprattutto, deve essere utilizzabile, quindi semplice e intuitivo. Pertanto, occorrerà investire un po’ di tempo nella ricerca e informarsi bene.

Un esempio di gestionale open source: ILGO

Tra i gestionali open source, uno dei primi ad essere stati realizzati e uno dei più completi attualmente è ILGO. Questo gestionale è stato studiato per competere alla pari con le sue controparti a pagamento: possiede infatti una nutrita serie di funzioni, tra cui il rendiconto dei risultati di commercio e distribuzione, il monitoraggio dei dati sulla produzione, l’inventario dei prodotti (compreso di taglie, colori, variazioni e così via), la contabilità e l’integrazione con la rete vendita sul territorio.

Queste capacità lo rendono adatto a ogni settore merceologico e a ogni tipo di attività, dal classico negozio in centro fino all’impresa agricola (della quale riesce a gestire anche apprezzamenti e colture).

Esso inoltre riesce a integrarsi con qualsiasi altro software, ad esempio Woocommerce e Virtuemart per la gestione dell’e-commerce, e può farlo senza alcun bisogno di duplicare la gestione di anagrafiche, giacenze e altri dati, fornendovi quindi una comodità e una versatilità senza pari.

ILGO, in quanto realizzato secondo la logica open source, è completamente gratuito e basta scaricarlo dal sito internet www.ilgo.com per iniziare a utilizzarlo. Se avete bisogno di una soluzione di questo tipo per la vostra azienda, ILGO vi aiuterà a muovervi verso l’innovazione e migliorare così il vostro modo di fare impresa.”

Link: ILGO
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Cromoterapia e Chakra.

Mag 03

Cromoterapia: cosa è?

cromoterapiaLa Cromoterapia è una medicina alternativa naturale e non invasiva che favorisce il miglioramento e la conservazione di uno stato di benessere globale della persona, agendo contemporaneamente a livello fisico, mentale e spirituale, rientrando a pieno titolo nella categoria della medicina olistica.

La terapia dei colori

La cromoterapia, o terapia dei colori, si basa sul significato dei colori e utilizza la luce come fonte di energia per riequilibrare lo stato energetico dell’individuo. I colori non sono altro che onde elettromagnetiche, ciascuna caratterizzata da una propria frequenza vibrazionale e la cromoterapia utilizza queste vibrazioni per trattare squilibri fisici e mentali. I pensieri, gli stati emotivi e fisici sono tutti caratterizzati da vibrazioni con frequenze corrispondenti a diverse tonalità di colore. Condizioni di disagio, malessere e stress sono sempre riconducibili a un’alterazione della vibrazione originaria.
Durante un trattamento cromoterapico, dopo aver individuato gli scompensi energetici si scelgono i colori che possono compensare tali alterazioni.

I benefici della cromoterapia

La cromoterapia può essere praticata ad ogni età e aiuta a:

  • Favorire un miglioramento generale delle condizioni fisiche
  • riportare armonia ed equilibrio nella sfera emotiva donando forza interiore
  • favorire una graduale apertura verso il mondo circostante e gli altri
  • superare blocchi comportamentali e disturbi di relazione
  • individuare e rimuovere fattori di stress
  • proporre un modello comportamentale positivo
  • migliorare l’autostima e la considerazione per se stessi
  • ridurre il bisogno, in quanti la praticano correttamente, di assunzione di farmaci innescando un processo di autodeterminazione nella gestione di semplici e/o complessi disturbi psico-somatici.
Questo interessante spunto è tratto fa un articolo di www.cromoterapia.it del dott. Rocco Guglielmo.
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