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Intelligenza e Stupidità: ergiti dalle masse!

Ago 04

Intelligenza VS Stupidità.
intelligenza

Emergiti dalle masse.

Ergiti solo come un leone a vivi la tua vita secondo la tua stessa luce!

In estrema confidenzialità posso postare qui sotto un link su FaceBook che fa riferimento all’argomento:

Vi auguro un bel pomeriggio estivo! Pensate in bene, che non è mai sbagliato, poi a cambiare idea se vi dimostrano diversamente, intelligentemente potete farlo! Mentre chi pensa sempre in male è solo stupido! Un abbraccio… *LorySmile* 😉 !

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Pierpaolo Pasolini: il mistero della sua morte.

Ago 02

Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini (Bologna, 5 marzo1922 – Roma, 2 novembre1975) è stato un poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, attore, paroliere, drammaturgo e giornalista italiano, considerato tra i maggiori artisti e intellettuali del XX secolo. Culturalmente versatile, si distinse in numerosi campi, lasciando contributi anche come pittore, romanziere, linguista, traduttore e saggista, non solo in lingua italiana, ma anche friulana.

Pier Paolo Pasolini firma

Firma di Pasolini

Attento osservatore dei cambiamenti della società italiana dal secondo dopoguerra sino alla metà degli anni settanta, suscitò spesso forti polemiche e accesi dibattiti per la radicalità dei suoi giudizi, assai critici nei riguardi delle abitudini borghesi e della nascente società dei consumi, come anche nei confronti del Sessantotto e dei suoi protagonisti. Il suo rapporto con la propria omosessualità fu al centro del suo personaggio pubblico.

Quelle che seguono e precedono sono tutte informazioni prelevate (copiate ed incollate) da Wikipedia, non sono di mia proprietà ma di chi le ha scritte sul portale Wikipedia. Qui riporto solo quel che riguarda il mistero della sua morte. Per le opere e la vita, delle quali siamo in molti a conoscenza, vi porgo alla fine dell’articolo il link su Wikipedia. Continua…

« La sua fine è stata al tempo stesso simile alla sua opera e dissimile da lui. Simile perché egli ne aveva già descritto, nella sua opera, le modalità squallide e atroci, dissimile perché egli non era uno dei suoi personaggi, bensì una figura centrale della nostra cultura, un poeta che aveva segnato un’epoca, un regista geniale, un saggista inesauribile. »
(Alberto Moravia)

Il mistero della morte.

Nella notte tra il 1º e il 2 novembre 1975 Pasolini fu ucciso in maniera brutale: percosso e travolto dalla sua stessa auto sulla spiaggia dell’Idroscalo di Ostia, località del Comune di Roma. Il cadavere massacrato venne ritrovato da una donna alle 6 e 30 circa; sarà l’amico Ninetto Davoli a riconoscerlo. Dell’omicidio fu incolpato Pino Pelosi di Guidonia, di diciassette anni, già noto alla polizia come ladro di auto e “ragazzo di vita”, fermato la notte stessa alla guida dell’auto del Pasolini. Pelosi affermò di essere stato avvicinato da Pasolini nelle vicinanze della Stazione Termini, presso il Bar Gambrinus di Piazza dei Cinquecento, e da questi invitato sulla sua vettura (un’Alfa Romeo 2000 GT Veloce) dietro la promessa di un compenso in denaro.

Dopo una cena offerta dallo scrittore, nella trattoria Biondo Tevere nei pressi della Basilica di San Paolo, i due si diressero alla periferia di Ostia. La tragedia, secondo la sentenza, scaturì a seguito di una lite per pretese sessuali di Pasolini alle quali Pelosi era riluttante, degenerata in un alterco fuori dalla vettura. Il giovane venne minacciato con un bastone del quale poi si impadronì per percuotere Pasolini fino a farlo stramazzare al suolo, gravemente ferito ma ancora vivo. Quindi Pelosi salì a bordo dell’auto dello scrittore e travolse più volte con le ruote il corpo, sfondandogli la cassa toracica e provocandone la morte. Gli abiti di Pelosi non mostrarono tracce di sangue. Pelosi venne condannato in primo grado per omicidio volontario in concorso con ignoti e il 4 dicembre del 1976 con la sentenza della Corte d’Appello, pur confermando la condanna dell’unico imputato, riformava parzialmente la sentenza di primo grado escludendo ogni riferimento al concorso di altre persone nell’omicidio.

Due settimane dopo il delitto apparve un’inchiesta su L’Europeo con un articolo di Oriana Fallaci, che ipotizzava una premeditazione e il concorso di almeno altre due persone. Un giornalista di quel giornale ebbe alcuni colloqui con un ragazzo che, tra molte esitazioni ed alcuni momenti di isteria, avrebbe dichiarato di aver fatto parte del gruppo che aveva massacrato il poeta; il giovane tuttavia, dopo una iniziale collaborazione avrebbe rifiutato di proseguire oltre o fornire altre informazioni, dileguandosi dopo aver lasciato intendere di rischiare la vita confessando la propria partecipazione e concludendo che non sarebbe stata intenzione del gruppo uccidere il poeta, ma che si sarebbe trattato di una rapina degenerata, concludendo je volevamo solà er portafoglio (“volevamo rubargli il portafoglio). Diversi abitanti delle numerose abitazioni abusive esistenti in via dell’Idroscalo confidarono in seguito alla stampa di aver sentito urla concitate e rumori – indizio della presenza di ben più di due persone sul posto – ed invocazioni disperate di aiuto da parte del Pasolini la notte del delitto, ma senza che alcuno fosse intervenuto in suo soccorso. Sembra che la zona non fosse ignota al Pasolini, che già varie volte vi si era recato con altri partner e addirittura, stando a quanto la Fallaci affermò, avrebbe talvolta affittato per qualche ora una delle abitazioni del posto per trascorrervi momenti di intimità.

Nella sua biografia su Pasolini Enzo Siciliano sostiene che il racconto dell’imputato presentava delle falle perché il bastone di legno – in realtà, una tavoletta di legno utilizzata precariamente per indicare il numero civico e l’abitazione di una delle baracche – a lui sembrava marcita per l’umidità e troppo deteriorata per costituire l’arma contundente che aveva causato le gravissime ferite riscontrate sul cadavere del poeta e rimarcando l’impossibilità, per un giovane minuto come il Pelosi, di sopraffare un uomo agile e forte come Pasolini senza presentare né tracce della presunta lotta, né macchie di sangue sulla sua persona o sugli indumenti.

Il film Pasolini, un delitto italiano, di Marco Tullio Giordana, uscito nel ventennale del delitto, è sceneggiato come un’inchiesta e arriva alla conclusione che Pelosi non fosse solo. Lo stesso Giordana però ha precisato, in un’intervista al Corriere della Sera, che non intendeva sostenere a tutti i costi la matrice politica nel delitto. Ha dichiarato inoltre di non escludere altre possibilità, per esempio quella di un incontro omosessuale di gruppo degenerato in violenza.

Pelosi, dopo aver mantenuto invariata la sua assunzione di colpevolezza per trent’anni, fino al maggio 2005, a sorpresa, nel corso di un’intervista televisiva, ha affermato di non essere l’esecutore materiale del delitto di Pier Paolo Pasolini, e ha dichiarato che l’omicidio era stato commesso da altre tre persone, giunte su una autovettura targata Catania, che a suo dire parlavano con accento “calabrese o siciliano” e, durante il massacro, avrebbero ripetutamente inveito contro il poeta gridandogli ” jarrusu (termine gergale siciliano, utilizzato in senso dispregiativo nei confronti degli omosessuali). E infatti, era giunta a suo tempo alle autorità una lettera anonima in cui si affermava che, la sera della morte di Pasolini, la sua auto era stata seguita da una Fiat 1300 targata Catania di cui erano indicate le prime quattro cifre, ma nessuno si preoccupò mai di effettuare una verifica presso il Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Pelosi ha poi fatto i nomi dei suoi presunti complici solo in un’intervista del 12 settembre 2008 pubblicata sul saggio d’inchiesta di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza “Profondo Nero” (Chiarelettere 2009). Ha aggiunto inoltre di aver celato questa rivelazione per timore di mettere a rischio l’incolumità della propria famiglia ma di sentirsi adesso libero di poter parlare, dopo la morte dei genitori.

Pier Paolo Pasolini Funerale Citti BerlinguerA trent’anni dalla morte, assieme alla ritrattazione di Pelosi, è emersa la testimonianza di Sergio Citti, amico e collega di Pasolini, su una sparizione di copie dell’ultimo film Salò e su un eventuale incontro con dei malavitosi per trattare la restituzione. Sergio Citti morì per cause naturali alcune settimane dopo.

Un’ipotesi molto più inquietante

lo collega invece alla “lotta di potere” che prendeva forma in quegli anni nel settore petrolchimico, tra Eni e Montedison, tra Enrico Mattei e Eugenio Cefis. Pasolini, infatti, si interessò al ruolo svolto da Cefis nella storia e nella politica italiana: facendone uno dei due personaggi “chiave”, assieme a Mattei, di Petrolio, il romanzo-inchiesta (uscito postumo nel 1992) al quale stava lavorando poco prima della morte. Pasolini ipotizzò, basandosi su varie fonti, che Cefis alias Troya (l’alias romanzesco di Petrolio) avesse avuto un qualche ruolo nello stragismo italiano legato al petrolio e alle trame internazionali. Secondo autori recenti e secondo alcune ipotesi suffragate da vari elementi, fu proprio per questa indagine che Pasolini fu ucciso.

Altri collegano la morte di Pasolini alle sue accuse a importanti politici di governo di collusione con le stragi della strategia della tensione. Walter Veltroni il 22 marzo 2010 ha scritto al Ministro della Giustizia Angelino Alfano una lettera aperta, pubblicata sul Corriere della sera, chiedendogli la riapertura del caso sottolineando che Pier Paolo Pasolini è morto negli anni settanta, “anni cui si facevano stragi e si ordivano trame”. Nel 2010, l’avvocato Stefano Maccioni e la criminologa Simona Ruffini hanno ricordato che I proprietari della trattoria Biondo Tevere, di cui Pasolini era cliente abituale, furono sentiti pochissime ore dopo l’identificazione del corpo ed entrambi descrissero il giovane con cui Pasolini s’era presentato la sera del delitto come alto almeno 1,70 e forse di più, con capelli lunghi e biondi, pettinati all’indietro, ovvero completamente diverso da Pelosi, che era poco più di 1.60 cm., tarchiato e con folti capelli neri e ricci, secondo la moda dell’epoca. Hanno anche raccolto la dichiarazione di un nuovo testimone, cosa che ha aperto ulteriori indagini che però sono state definitivamente archiviate all’inizio del 2015. Le nuove indagini non hanno portato infatti a nulla di nuovo rispetto alla sentenza, se non ad alcune tracce di Dna sui vestiti dello scrittore. Tracce però di impossibile attribuzione e impossibili da collocare temporalmente, se durante il delitto o nei giorni precedenti.

« Il complotto ci fa delirare. Ci libera da tutto il peso di confrontarci da soli con la verità. Che bello se mentre siamo qui a parlare qualcuno in cantina sta facendo i piani per farci fuori. È facile, è semplice, è la resistenza. »
(Pier Paolo Pasolini – Ultima sua intervista, concessa poche ore prima di morire.[186])

Molti intellettuali sostengono la verità giudiziaria, o comunque non credono a complotti. Si tratta di scrittori e amici di Pasolini che ritengono inattendibile, per molti motivi, la ritrattazione di Pelosi a distanza di trent’anni. In linea generale, sono gli stessi che rifiutano la lettura politica militante delle opere di Pasolini e l’immagine edulcorata del personaggio che porta a farne “un santo e un martire”. Essi privilegiano, invece, una chiave interpretativa dell’uomo e dell’opera legata alla sua particolare omosessualità, vissuta senza fermarsi di fronte a pratiche estreme e violente, anche con i minori.

Sono le basi da cui partono Edoardo Sanguineti (che definisce il suo comportamento “suicidio per delega”), Franco Fortini e il curatore dell’opera omnia Walter Siti per sostenere che in generale la sua scrittura presenta un forte contenuto autobiografico e che in particolare alcune opere sono una sorta di autobiografia originata da una tendenza sadomasochista votata all’autodistruzione.

Sono le stesse basi che utilizzano Nico Naldini, cugino di primo grado di Pier Paolo Pasolini, anch’egli omosessuale, poeta e scrittore, nonché suo collaboratore in tutti i film, e Marco Belpolitiper dire che con le teorie del complotto si manifesta la resistenza della sinistra e di alcuni amici ad accettare la particolare omosessualità dello scrittore riducendola a una sorta di vizietto, una pratica privata di cui non si deve parlare, mentre costituirebbe la sostanza su cui egli ha fondato la propria opera e la propria critica della società. Naldini, che definisce le teorie del complotto “bufale che si inseguono e che si divorano l’un l’altra”, e “delirio che continua da molti anni e non è ancora del tutto passato”, nel suo libro “Breve vita di Pasolini”, scrive che l’attrazione per quel tipo di ragazzi gli faceva perdere il senso del pericolo. Un senso che avrebbe invece dovuto tenere ben presente, vista anche la sua costituzione fisica minuta (era alto 1,69 cm e pesava 59 kg.) che lo portava a essere facile oggetto di lesioni, anche da parte di ragazzi.

Pier Paolo Pasolini - Veltroni - AdornatoPer diversi motivi, tra cui il fatto che lo scrittore, da tempo, aveva adottato il sadomasochismo, anche con rituali feticistici (le corde per farsi legare e così immobilizzato in una sorta di scena sacrificale farsi percuotere fino allo svenimento), Naldini ritiene che abbiano ragione coloro che dicono che, suo cugino, in fondo, sia in parte fautore del suo stesso destino. La sua morte è spiegata dal fatto che viveva una vita violenta: per questo egli pensa che sia allo stesso tempo tragico e ridicolo volerlo trasformare in una specie di santo laico.

Anche per il critico Giancarlo Vigorelli, scopritore di Pier Paolo Pasolini sin da quand’era un poeta adolescente, si tratta di omicidio omosessuale. Egli considerava Pasolini un uomo pieno di contraddizioni non tanto perché cercasse il sesso occasionale, ma per la violenza, “per il modo bestiale in cui si consumava durante nottate di violenza che non comprendevo. Fino alle sette di sera era una persona, dopo era tutt’altra… a me gelava il sangue quando lo vedevo il giorno dopo le sue avventure notturne pieno di graffi e lividi”.

Ferdinando Camon, la cui prefazione dei primi libri è stata scritta da Pasolini, afferma che lo scrittore è morto come ha rischiato tante volte di morire. Egli sostiene che le teorie del complotto rispondono al desiderio di alcuni amici di Pasolini di mondarlo dalla morte per omosessualità, vissuta anche comprando minorenni, per consegnarlo alla storia come morto per antifascismo. L’amico pittore Giuseppe Zigaina rievoca le circostanze della scomparsa di Pasolini in un suo saggio. Dal confronto con la simbologia presente in gran parte delle sue opere egli sostiene che Pasolini ha «progettato per quindici anni la sua morte».

Sulle stesse posizioni, contro le teorie del complotto, si trovano anche Guido Santato, studioso di Pasolini, e l’italianista Bruno Pischedda il quale aggiunge che queste teorie sono anche un tentativo di preservarne la statura di vate, un modo per custodire un’immagine mitica, consacrata, ponendola fuori e al di sopra di qualsiasi giudizio. Anche se la tendenza a credere nelle teorie del complotto, secondo Pierluigi Battista, prescinde dalla storia personale dello scrittore, e deriva dal fatto che “i gialli sono sempre più avvincenti della piattezza delle trame realistiche”.

Un altro cronista che non ha mai creduto alla tesi del complotto neofascista è Massimo Fini: nel 2015, in occasione dei quarant’anni dell’omicidio, ricordò che quella teoria fu innescata da Oriana Fallaci (sua collega all’Europeo) dopo aver sfogliato alcune riviste dal parrucchiere e aver raccolto dei boatos in quel senso, e che successivamente fu ripresa dai grossi intellettuali (tra cui Umberto Eco e Alberto Moravia), poiché negli anni settanta «attribuire ogni nefandezza ai fascisti era uno sport nazionale, tanto più facile perché […] i fascisti erano scomparsi, e tutti, dal sociologo paraculo del Corriere della Sera, al Corriere stesso, ai democristiani, a chi scriveva manuali di cucina, ma, beninteso, sempre in “ottica rivoluzionaria”, all’ultima cocotte erano diventati di sinistra» e poiché non volevano accettare che Pasolini fosse morto «cercando di infilare un bastone nel culo al diciassettenne Pino la rana» Fini aggiunse che Pasolini era solito recarsi in zone periferiche e malfamate, come il quartiere Pigneto, per incontrare i «ragazzi di vita» e comportarsi in maniera sadica con loro, dal momento che quella era la sua zona d’ombra e all’idroscalo Lido di Roma incontrò un ragazzo che si ribellò a una certa richiesta.

A prescindere dai fatti e dalle responsabilità che hanno condotto alla sua morte, la fine di Pasolini sembra essere emblematica, al punto che la sua morte è stata paragonata a quella di Caravaggio:

« Secondo me c’è una forte affinità fra la fine di Pasolini e la fine di Caravaggio, perché in tutt’e due mi sembra che questa fine sia stata inventata, sceneggiata, diretta e interpretata da loro stessi. »
(Federico Zeri.)

Su Wikipedia potrete trovare tutto quel che riguarda la vita e le opere di Pier Paolo Pasolini, vi consiglio di leggere la sua (nonostante tutto) entusiasmante vita non all’ombra, ma alla luce degli occhi di tutti. Pasolini è stato uno dei più grandi esponenti di quegli anni, macchiare la sua vita e le sue opere per il mistero della sua morte non ne vale la pena. Alla prossima notizia 😉 ! (c) *LorySmile*

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Termalizzazione: nuovo stato fisico della materia.

Lug 24

Termalizzazione. Osservato un nuovo stato fisico della materia che non termalizza.

Un gruppo di ricerca tedesco e israeliano, ha osservato per la prima volta un nuovo stato fisico della materia che non termalizza (termalizzazione).

termalizzazione 1Uno studio condotto da un gruppo di ricerca tedesco affiancato da un gruppo di ricercatori israeliani, utilizzando atomi ultra freddi di potassio imprigionati in “cristalli di luce”, ha permesso per la prima volta l’osservazione di un nuovo stato quantistico della materia che non termalizza, vale a dire che non raggiungere l’equilibrio termico per molto tempo.

Nella norma, una qualsiasi sostanza liquida a contatto con del ghiaccio si raffredda, o per essere più pignoli, la sua temperatura scende di alcuni gradi; basta pensare per esempio ad una bevanda con dei cubetti di ghiaccio. Questo processo è chiamato termalizzazione, il raggiungimento da parte di un sistema di un nuovo equilibrio termico – dopo che l’equilibrio iniziale è stato alterato – grazie all’interazione reciproca dei corpi fisici che costituiscono il sistema in questione. Avviene per quasi tutti i sistemi interagenti che ci sono in natura, anche nei casi in cui agiscono effetti quantistici iniziali. L’azione degli effetti quantistici però viene “diluita” su tutto il sistema in questione e la sua influenza non più osservabile dopo breve tempo.

Un team di ricercatori appartenenti alla Ludwig-Maximilians University (LMU) di Monaco di Baviera e all’Istituto Max Planck di ottica quantistica (MPQ) di Garching, in Germania, in collaborazione con l’istituto di ricerca israeliano Weizmann, hanno creato e analizzato per la prima volta uno stato della materia detto “localizzato a molti corpi” (Many-Body Localized), in cui, nonostante la presenza delle interazioni spiegate prima, non avviene termalizzazione. In sostanza, il sistema memorizza il suo stato quantistico iniziale, anche per tempi più lunghi. I ricercatori hanno condotto l’osservazione sperimentale di stati localizzati a molti corpi per atomi di potassio ultra freddi trattenuti in un cristallo artificiale di luce, un reticolo ottico che viene creato sovrapponendo e facendo interferire fra loro diversi fasci laser. Il reticolo ottico rappresenta una griglia microscopica di piccoli punti luce in cui gli atomi possono essere intrappolati, dotandoli di un potenziale rigido e casuale lungo una direzione di movimento. Sia l’intensità del disordine che l’interazione tra gli atomi possono essere controllate con precisione nell’esperimento. Nello schema è illustrata una fluttuazione di densità iniziale è applicata agli atomi ultra freddi trattenuti in un reticolo ottico (1). Senza disordine, il sistema tende a un stato di equilibrio termico (2). In presenza di sufficiente disordine, il sistema permane per lungo tempo in uno stato non termalizzante in cui conserva memoria dello stato iniziale (3).

termalizzazione 2L’esperimento prevede che al sistema così preparato venga applicata una fluttuazione di densità iniziale, osservandone poi l’evoluzione. Se la dinamica è termalizzante, allora la modulazione di densità viene rapidamente persa, dal momento che il punto di equilibrio termico non porta memoria dello stato iniziale in cui si trovava il sistema. In caso contrariouna persistente modulazione della densità indica localizzazione, proprio quello che i ricercatori hanno osservato. «Siamo rimasti sorpresi nel constatare il tempo di vita di questo nuovo stato della materia», ha dichiarato Michael Schreiber, il dottorando alla Ludwig-Maximilians University che ha condotto la ricerca. «Anche se la natura di questo stato è eminentemente quantistica, si è rivelato molto più stabile di qualsiasi altro tipico stato a molti corpi che abbiamo esaminato in passato». La ricerca su questo nuovo stato fisico della materia che non termalizza è stata pubblicato sul numero online della rivista Science Express.

Illustrazione schematica dell’esperimento. Una fluttuazione di densità iniziale è applicata agli atomi ultra freddi trattenuti in un reticolo ottico (1). Senza disordine, il sistema tende a un stato di equilibrio termico (2). In presenza di sufficiente disordine, il sistema permane per lungo tempo in uno stato non termalizzante in cui conserva memoria dello stato iniziale (3). Crediti: M. Schreiber, LMU

(Grazie ad Antonio Piazzolla per l'articolo)
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Einstein, Carroll… e l’indovinello.

Lug 24

L’indovinello di Einstein-Carroll

Da decenni questo indovinello viene attribuito ad Albert Einstein, alcuni invece sostengono che fu inventato da Lewis Carroll. Solo una persona su 50 riesce a risolverlo senza usare carta e penna. Siete capaci di risolverlo?

Da decenni questo indovinello viene attribuito ad Albert Einstein, padre della Teoria della Relatività, alcuni invece sostengono che fu inventato da Lewis Carroll, scrittore, matematico, fotografo e logico britannico. Solo una persona su 50 riesce a risolverlo senza usare carta e penna. Siete capaci di risolvere l’indovinello di Einstein-Carroll?

einsteinCi sono 5 case di differenti colori, disposte in fila. In ogni casa vive una persona con una nazionalità diversa. I cinque inquilini bevono un certo tipo di bevanda, fumano una certa marca di sigari e hanno ciascuno un diverso genere di animale domestico. Nessuno beve la stessa bevanda, fuma la stessa marca di sigari o possiede lo stesso genere di animale.

Inoltre:
1. L’inglese vive nella casa rossa;
2. Lo svedese ha un cane;
3. Il Danese beve tè;
4. La casa verde è alla sinistra di quella bianca;
5. Chi vive nella casa verde beve caffè;
6. Chi fuma Pall Mall alleva uccelli;
7. Il proprietario della casa gialla fuma Dunhill;
8. L’inquilino della casa centrale beve latte;
9. Il norvegese vive nella prima casa;
10. Chi fuma Blends vive vicino a chi tiene i gatti;
11. Chi ha il cavallo vive vicino a chi fuma Dunhill;
12. Chi fuma Bluemasters beve birra;
13. Il tedesco fuma Prince;
14. Il norvegese vive vicino alla casa blu;
15. Chi fuma Blends vive vicino a chi beve l’acqua

La domanda è: Quale inquilino è proprietario del pesce?

Se proprio non ci riuscite o se siete troppo pigri, ecco a voi la soluzione dell’indovinello:
Se siete troppo pigri anche per guardare il filmato vi daremo noi la soluzione:
einstein
L’inquilino che possiede il pesciolino è il tedesco! Se volete sapere come si giunge a tale conclusione mettete la pigrizia da parte e guardare il filmato qui sopra.
(Grazie a Antonio Piazzolla che ha scritto questo articolo)
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La Famiglia dovrebbe essere sacra, ma le persone non sono tutte buone.

Giu 26

“Madre” significa tante cose belle, ma c’è chi non è nemmeno persona, figuriamoci madre o moglie.

karmaNon escludo il discorso anche per altre ‘persone’ che sono solo degli infami con abito che non fa il monaco. Le apparenze cadono sempre e comunque.

Credo che però chi sputa e dice cose storte su persone a me care che sono state sempre buone persone, buoni parenti, buona compagnia, persone vere soprattutto, e cerca di paragonarli a situazioni opposte tendendo a santificare persone che son state serpenti con sé stessa e tutta la famiglia senza alcun motivo iniziale se non il brucia culo, sia un tantino una cosa masochista, insensata, da malati mentali e non giova completamente ad un ca**!

Ci sono persone semplicemente che non sono mai nate per essere madri o mogli e si comportano di merda tanto quanto con chi sono cresciute. Tutto ciò che ha fatto male, torni da dov’é venuto come un calcio nei testicoli.

Pensavo che solitamente ci si dovrebbe e potrebbe fidare tra madri e figli, invece qui sarebbe come fidarsi dello scorpione per passare il fiume, nessuno si può fidare della gente infame qualsiasi grado di parentela abbia.

Ci sono persone che un giorno vorrei vedere solo da lontano o non vedere affatto… perché sono schitzofrenicamente egoiste e mettono piede in posti sacri che non centrano niente con loro non appena mettono piede fuori di lí.

Non si dovrebbero scrivere certe cose, ma no, qui le cose non cambiano se si sta zitti, non è normale chi dice cose storte di un padre che è stato pure da madre, e non è nulla di quel che lei dice maldicendolo… oltre a incollare termini completamente ‘suoi’ su altri… tipo verso lui “hai una visione contorta delle cose”… ma è una cosa che invece le appartiene del tutto… di manipolatrici ne ho viste ma qua c’è la peggiore vittimista del pianeta Terra. Come si fa a schifare il bene e aprire le braccia al male come fa lei?

Come si fa ad essere convinti di praticare una religione quando nemmeno un’azione o una parola fa capire che è persona ‘buona’… chi pratica cose brutte e atteggiamenti brutti e cattivi, non avrà certo da Dio la remissione dei peccati soltanto perché si mettono i piedi in Chiesa, per poi sputare sull’operato e le tante cose buone che ha fatto una persona con sacrificio pure… le persone buone si imbruttiscono nelle parole solo con chi non le rispetta, con chi non sa amare le cose belle, non sa viversele e vive di ‘cuttigghio’ (mormorío) e manipolazione… ma chi sparla in male di persone buone come solo i serpenti fanno, e proteggono solo sé stessi, coprendosi all’esterno con false apparenze, mentre mantengono una guerra con il proprio cervello e con coloro che dovrebbe invece proteggere, cioè la sua famiglia e non le persone che continuano a infamare senza dir mai la verità su di loro stessi, che son solo parenti serpenti e persone ignoranti che ignorano i fatti reali, non finisce in bei posti, ma soltanto in posti adatti ai propri malpensieri.

C’è chi è volato in cielo, ed io so bene che tutto quel che si son permessi di fare alcune persone l’avrebbe abnegato totalmente, perché, al confronto loro, lui era persona rispettabile e che sapeva amare quello che faceva e le persone.. peccato che abbia retto delle persone che non sanno cosa significhi amare il lavoro che si fa, amare le persone e la famiglia, tentare di raddrizzare la testa di chi si comporta male… eccetera… lui queste cose le sapeva bene e lo ricordo… seguirò il suo esempio e quello di padri che han dovuto fare anche da madri, e non il cattivo esempio che alcuni parenti, alcuni figli e delle madri non molto materne (e mi trattengo) han perseverato a portare avanti.

Chi si comporta male solo per freddi interessi, finisce col baciarsi quattro mura e rimanere solo. Le persone non possono continuare a rovinare i propri giorni a causa della presenza di cattiva gente attorno a loro, bisogna mettere rivoluzione nella propria vita e non stagnare in sterili monologhi e vittimismo patologico come quelle persone negative perennemente fanno intorno a chi invece dovrebbero solo sostenere, amare, apprezzare e soprattutto aprire bene gli occhi alle cose buone che fa, di cui ha sempre evitato di parlare, chissà per qual motivo, ma per nominar i difetti che crede altri abbiano c’è sempre, contemporaneamente al comportarsi da mostro e non guardarsi mai allo specchio per dire che quelle cose che lei ed altri dicono di altri, sono loro stessi!!

Convinti di ragionamenti distorti, per poi incolpare tutti gli altri di averne… ma si capisce benissimo che una persona non può dire a cento altre persone di avere pensieri contorti, quelli con i pensieri contorti e con scopo sono soltanto loro… che accusano, che infamano, che fanno del male a gente che è migliore miliardi di volte di loro!

Chi si comporta molto male si rovina la vita con le proprie stesse mani e la colpa non è di nessuno attorno ma soltanto la loro! Dio ci liberi dal male, ora e sempre, Amen.

Questi son “pensieri di una giovane cresciuta bene, scartando i tanti esempi di chi non vuol essere e diventare, e prendendo per buoni i pochissimi esempi di chi è degno di rispetto, ma spesse volte non viene ripagato dei suoi buoni propositi, sperando che Dio guidi le sue azioni, gli dia la felicità che merita, e gli tolga le persone che portano solo sofferenza nella sua vita.”

Bisogna amarle le persone, rispettarle, non perseguitarle ingiustamente, per proteggere la propria persona, pur quanto malvagia che sia! I malvagi non han protezione alcuna… le proprie azioni e i propri pensieri li portano lo stesso in posti lugubri, senza luce, senza nulla di cui sfamarsi, fuorché il proprio misero ego, le proprie misere e ristrette convinzioni, i propri miseri averi, le proprie misere soddisfazioni.

Chi sa volare sa cosa si può fare, sa aprire la propria mente e i propri pensieri ai mille punti di vista, sa prendersi quello che viene e quello che farà arrivare a sé.

L’universo attrae a noi quel che somiglia ai nostri pensieri e alle nostre azioni. Chi si comporta male finisce con l’avere il male stesso, e chi si comporta bene e risponde soltanto per giustizia, avrà il bene che gli spetta. La vita mostra il conto a tutti prima o poi. I cattivi bisogna lasciarli a Dio, il loro libero arbitrio li porterà dritti all’inferno se persevereranno nel loro cattivo operato.

La gentilezza vera e non di facciata, il buon pensiero, la contrapposizione al male, la buona condotta, la giustizia quando ci vuole risposta a una ingiustizia, nessuna vendetta, nessun malpensiero o giudizio… son tutte cose che portano la felicità nella propria vita.

Il rancore non porta da nessuna parte, anche quello inventato dal nulla e portato avanti per anni… la peggior specie umana è quella che porta avanti il rancore per anni o per sempre di generazione in generazione.

“Ama il tuo prossimo”.

Il Karma fa il suo corso, chi vuole spezzare il cattivo karma deve rinunciare a portare avanti il comportamento cattivo di qualcuno molto vicino a sé. La ruota gira per tutti, quella che per i Buddhisti mi sembra si chiami “Kundhalini”. Rafforzatevi, andate avanti per la vostra strada, estraniatevi dai cattivi esempi, andate avanti, in alto, è faticoso, ma soddisfacente… non fermatevi e non fatevi manipolare mai.

Vivete bene!

Scritto da ©*LorySmile* ✓ Lorenza C.

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Le quattro leggi della spiritualità.

Giu 04

Spiritualità. In India insegnano le “quattro leggi della spiritualità”.

spiritualitàLa prima dice: “La persona che arriva è la persona giusta”, cioè nessuno entra nella nostra vita per caso, tutte le persone intorno a noi, tutte quelle che interagiscono con noi, ci sono lì per un motivo, per farci imparare e progredire in ogni situazione.
La seconda legge dice: “Quello che succede è l’unica cosa che sarebbe potuta accadere.” Niente, ma niente, assolutamente nulla di ciò che accade nella nostra vita avrebbe potuto essere altrimenti. Anche il più piccolo dettaglio. Non c’è un “se avessi fatto quello sarebbe accaduto quell’altro…”. No. Quello che è successo era l’unica cosa che sarebbe potuta succedere, ed è stato così perché noi imparassimo la lezione e andassimo avanti. Ognuna delle situazioni che accadono nella nostra vita sono l’ideale, anche se la nostra mente e il nostro ego siano riluttanti e non disposti ad accettarlo.
La terza dice: “Il momento in cui avviene è il momento giusto.” Tutto inizia al momento giusto, non prima non dopo. Quando siamo pronti ad iniziare un qualcosa di nuovo nella nostra vita, e allora che avverrà.
La quarta ed ultima: “Quando qualcosa finisce, finisce.” Proprio così. Se qualcosa è conclusa nella nostra vita è per la nostra evoluzione, quindi è meglio lasciarlo, andare avanti e continuare ormai arricchiti dall’esperienza.
Penso che non sia un caso che stai leggendo questo, se questo testo è entrato nelle nostre vite oggi; è perché siamo pronti a capire che nessun fiocco di neve cade mai nel posto sbagliato.

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Meteorite a Milano? Ma ce ne sono sempre verso la Terra.

Mag 31

meteoriteFiglioli, il meteorite di cui ho sentito il boato e visto sbriciolarsi solo all’orizzonte sul mare, al buio verso le due di notte, di ritorno a casa, nel 2009 circa era enorme rispetto alla foto che ho visto di quello di adesso… nessuno l’ha notato e nominato… i #meteoriti ci sono sempre… quella volta mi sono messa a urlare mentre sentivo il boato e lo vedevo cadere (che sembrava quasi sull’acqua) in lontananza… e quando all’ultimo istante si è sbriciolato “respiro di sollievo”… chi era con me “ma che hai?” e io “ma non avete visto e sentito?!?!” 😂 Chissà quante altre volte mentre che dormiamo nessuno si è accorto di nulla… e quella volta chissà chi l’ha visto oltre me!! ©*LorySmile* #LorySmile

(da uno dei post personali di FB, passateci http://www.facebook.com/LorySmileLorenzaCicero )

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